Con le colline sullo sfondo, un uomo con la valigia ci viene incontro nella Sala della musica di Tenuta Mara, la sala di benvenuto. Vediamo un corpo lacerato che è attraversato dall’aria e che si fonde con l’ambiente armonioso e accogliente dove, insieme al pianoforte a coda, attende gli ospiti; è una scultura di Bruno Catalano, più precisamente il suo autoritratto.

Nato in Marocco nel 1960, l’artista vive e lavora in Francia, dove è stato costretto ad emigrare con la famiglia e, dopo aver navigato in giro per il mondo per trent’ anni come marinaio, si è stabilito a Marsiglia e ha dato inizio ad un’altra avventura, quella artistica.

Trova la sua vena nella scultura in argilla e poi nella fusione in bronzo, trattato con patine scure che evocano tempi passati e colorato con tinte sobrie. Guarda i grandi maestri, Medardo Rosso, Rodin, Giacometti, Claudel, César, e certamente alle sculture tagliate e frammentate di Mitoraj, ma elabora un suo personale e originale linguaggio riuscendo a creare il vuoto nella materia che si apre fisicamente allo spazio, in una visione dalle ascendenze surrealiste. Nascono così i suoi ‘viaggiatori’ dai corpi spezzettati e privi delle parti vitali, diventati ormai celebri dopo la mostra diffusa alla Biennale di Venezia nel 2019.

La prima serie dei “Les Voyageurs” era stata collocata a Marsiglia Capitale della Cultura, nel 2013, non a caso al porto, perché i luoghi di transito sono l’ambientazione ideale per questi viandanti che sembrano arrivare da un altro spazio-tempo e che si stiano materializzando davanti a noi, interrogandoci sul loro significato.

L’esperienza di vita senza una fissa dimora ha segnato profondamente l’artista che nelle sue sculture ritrae persone reali, donne e uomini incontrati durante i viaggi: gente d’affari, turisti, piloti, marinai, ognuno con il proprio bagaglio tipico; e naturalmente se stesso, pellegrino del mondo. Come tutti i suoi personaggi anche Bruno di Tenuta Mara può essere interpretato in modo soggettivo. Forse è in partenza e guarda al futuro o forse è in arrivo e ha lascito qualcosa, c’è un velo di nostalgia sul volto ma è sereno e lo sguardo è rivolto verso un orizzonte lontano, mostra la forza di andare avanti, il coraggio di cambiare, la forza della vita.

“L’ispirazione viene dalla mia stessa vita… dallo sradicamento, dalla perdita delle persone care, dalla fragile esistenza che si conduce in perenne equilibrio… per questo tentare di decifrarle razionalmente non ci porterà lontano”

“Nella valigia ci sono ricordi, nostalgia, il peso della vita, i vincoli, ma anche le speranze, l’orgoglio e il desiderio di viaggiare, di vivere”
Bruno Catalano


Bruno Catalano, Bruno – Autoritratto, bronzo 2015