Un’esplosione cristallizzata di piatti, tazze, teiere di porcellana con deflagrazione di posate, si apre a raggiera e sembra fuoriuscita dal soffitto della sala da pranzo nel Wine Relais di Tenuta Mara. Porca Miseria! Ci verrebbe da esclamare, perché l’effetto è dirompente e solo un attimo dopo realizziamo che si tratta dell’originalissimo lampadario di Ingo Maurer, il designer della luce, e che si intitola proprio così, come ha voluto il suo autore, riprendendo l’espressione stupita e affascinata di un ammiratore, quando la sua creazione del 1994 venne esposta a Milano.

Il lampadario nasceva come risposta alla tendenza dominante di quegli anni, verso forme impeccabili e perfette, ispirandosi piuttosto a forme in divenire, come i ‘mobiles’ di Alexander Calder, e agli effetti slow motion dei film di Antonioni, qui in particolare all’esplosiva scena finale di Zabriskie Point (1970), che era anche il primo titolo dato al nuovo oggetto. Un pezzo artistico, frutto di un elaborato lavoro manuale: i costruttori rompono i piatti a martellate o semplicemente li lasciano cadere per terra e i pezzi, arbitrariamente spezzati, determinano la disposizione del progetto finale, per questo la produzione è limitata a sole dieci unità all’anno.

 

Ingo Maurer designer della luce

Scomparso nel 2019 all’età di 87 anni, dagli anni sessanta l’artista tedesco è noto in tutto il mondo per le sue creazioni inconfondibili, lampade e sistemi illuminanti in serie e pezzi unici prodotti dalla sua azienda Design M, poi Ingo Maurer GmbH, fucina di sempre nuove idee, a partire dalla mitica Bulb del 1966, entrata nella collezione permanente del MoMA come tante altre sue invenzioni, tra cui non poteva mancare un esemplare di Porca Miseria!

Maurer amava definirsi un “gravity free”, un creativo e un ricercatore curioso che esprime la sua voce interiore, senza compromessi; di fatto un visionario geniale capace di interpretare il mondo con ironia e una personalità unica che ha cambiato il design dell’illuminazione, trasformando le semplici lampadine in piccoli e grandi oggetti spettacolari (a Tenuta Mara c’è anche Luzy Take Five del 2018) che fanno sognare e alleggeriscono la vita quotidiana.

 

Ingo Maurer, Porca Miseria! 1994